martedì 29 settembre 2009

Riflessione

Cari amici che venite su questo spazio, oggi voglio lasciare la parola, ancora una volta, al nostro fratello Mik a cui devo tantissimo per il suo aiuto nei miei riguardi in questi ultimi giorni che hanno pesato come macigni sulla mia anima. Colgo l'occasione per ringraziare insieme a Mik, tutti coloro che mi hanno dato supporto, specie Yanisa che ringrazio per aver pregato per me. Dopo questo preambolo dovuto, vi lascio ad una splendida e al quanto interessante riflessione di Mik che invito tutti voi a leggere con attenzione: ve lo dico perchè le sue parole, sono vere parole di fede che danno forza a chi in questo momento è debole o vede spegnersi la luce della Speranza. Beh, da parte mia, sappiate comunque che la luce non si spegne mai, m siamo noi che rischiamo di spegnerla a causa della nostra debolezza e del nostro sonno che assomiglia a quello dei discepoli di Gesù che si addormentarono Sul Monte degli ulivi, la notte in cui il Nostro Signore Gesù venne tradito. Ora però lascio la parola a Mik ed io vi saluto augurandovi un buon proseguimento di giornata. A presto

RIFLESSIONE

Carissimo Angel e carissimi fratelli e sorelle, oggi mentre ero davanti all'immagine della Divina Misericordia, ho iniziato a meditare e a contemplare
il mistero della sofferenza.

E' da un pò di tempo che sostengo che Dio, il Creatore, abbia scritto nel creato i misteri dello spirito. E' un libro aperto che tutti possono consultare, basta solo avere Fede e discernimento. Tra l'altro questa mia tesi ha trovato conferma da quando ho letto queste parole di Gesù
che dicevano che il chicco di grano, morendo, produce molto frutto. Guardando al creato, ho trovato molte similitudini con le cose dello spirito.
Gesù stesso parlava in parabole; per far comprendere le cose del cielo, spiegava le cose della terra e per gli uomini di quel tempo era più facile capire in questo modo. Le riflessioni
a cui sono giunto dopo una meditazione sulla sofferenza, le vorrei condividere con tutti i lettori, in special modo per quelli che comprendono meno le cose dello spirito. La sofferenza, per gli uomini lontani da Dio, è una condanna, una disgrazia e addirittura un castigo di Dio.
Noi uomini di Chiesa sappiamo invece, che la sofferenza è un dono. Essa infatti ha contraddistinto tutti i santi ed essi mediante la sofferenza sono giunti alla santità. Per far meglio comprendere come agisce la sofferenza, dobbiamo passare dalla metafora. Dal creato quindi impariamo come "funzionano"le cose dell'anima. Voi sapete che nel mondo contadino, viene utilizzato il letame, lo sterco degli animali per intenderci. La sofferenza è come il letame: sembra inutile, ma anzi, il letame puzza, è materia che passa dal ventre degli animali e come può una sostanza maleodorante tornare utile? E invece il letame, anche se sembra inutile, anche se emana un cattivo odore, concima la terra. Le piante quindi hanno bisogno di concime e di acqua per poter
crescere. Questo accade anche alla nostra anima: la sofferenza che all'uomo sembra inutile, anzi sembra distruggere l'anima, in realtà non solo non la distrugge, ma anzi, la concima! L'acqua per la nostra anima è la parola di Dio. Sofferenza e parola di Dio sono quindi indispensabili per l'anima umana, per poter crescere e diventare grande e bella, tanto da potersi guadagnare il paradiso. Dio è come un contadino che coltiva piante: quando la pianta cresce e diventa grande e bella come vuole il padrone e contribuisce alla nascita e alla crescita di nuove pianticelle con il polline, ella è meritevole di entrare nel giardino del padrone. Così capita anche a noi, anime coltivate da Dio. Se diventeremo belli e grandi nell'anima come vuole Dio, ovvero facendo la Sua Santissima Volontà e impolliniamo le altre piante per farle crescere e cioè evangelizzando, portando la parola di Dio agli altri uomini, anche noi, come le piante, saremo meritevoli di entrare nel giardino del padrone: La casa di Dio, il Paradiso. La sofferenza quindi è un dono che non va scacciato, ma anzi è un dono che va accettato, amato e desiderato! Padre Pio diceva: "Soffro quando non soffro".
I grandi santi ci hanno insegnato che la sofferenza serve per la santità dell'anima ed è dolce soffrire con Gesù. Ma come dicevo all'inizio di questo post, Gesù disse che il chicco di grano se non muore, non produce frutto, al contrario se muore produce molto frutto. Gesù si riferiva alla Sua crocifissione. Lui morendo e soffrendo per noi, infatti, ha generato tanto, tantissimo frutto! E questo frutto è il popolo di Dio! Gesù, il Figlio di Dio, si è sottoposto alla sofferenza per
insegnarci che essa costruisce, non distrugge. Inebriamoci di questa bevanda. Ma la sofferenza che cosa è esattamente? La sofferenza è la privazione di qualcosa. Un corpo malato è privato della salute, soffre. Una persona privata della gioia, soffre. Quando si digiuna ci si priva del cibo: Si soffre, ma sappiamo che il digiuno porta tanti frutti nello spirito. Gesù e i Suoi santi ci hanno insegnato che quando un'anima tanto è più gradita a Dio, tanto dovrà essere potata. Una pianta potata è privata delle sue foglie, ma dopo darà molto frutto! Così anche noi, quando soffriamo, siamo privati della serenità, della calma, della salute, della gioia, ma come la pianta, daremo molto frutto! Io stesso posso testimoniare con la mia vita che la sofferenza è utile all'anima. Io infatti prima di diventare molto credente e praticante, ho dovuto passare attraverso anni terribili di angoscia interiore, di sofferenze davvero spietate. Credevo di morire. Ma dopo tutti questi anni di sofferenza, non solo ho ritrovato la gioia e la serenità che mi sembrava aver perso, ma mi sono ritrovato con un anima riempita di Cristo. Non pregavo, non frequentavo la Chiesa, bestemmiavo, prima della sofferenza. Dopo la sofferenza: Prego, non bestemmio, anzi quando sento bestemmiare qualcuno gli dico di non farlo, frequento la Chiesa, partecipo ai
sacramenti. Dico questo, non per dire che io sono un buon cristiano, non per vantarmi di avere una buona condotta cattolica, solo Dio può dire cosa faccio bene o meno, ma dico queste cose per testimoniarvi come la sofferenza e la presenza di Cristo, cambiano l'anima, la trasfigurano!
Fratelli e sorelle carissimi, abbandonatevi fra le braccia paterne del Padre, lasciatevi andare a Gesù Cristo! Fatevi nutrire dalla Sua Parola e dal Suo Corpo:

Leggete il Vangelo, confessatevi, partecipate all'Eucaristia!
Accettate la sofferenza come dono: Essa è il fertilizzante della nostra anima!

Vi abbraccio tutti, con l'augurio di poterci abbracciare tutti un giorno nella patria celeste.

Sia lodato Gesù Cristo.

lunedì 28 settembre 2009

Messaggio Regina degli Ultimi Tempi

Oggi vi è un altro messaggio della Vergine degli Ultimi Tempi del 26 settembre 2009, pubblicato dalla Direzione della Regina degli Ultimi Tempi:

Messaggio del 26/09/09

Durante la celebrazione Eucaristica vidi una luce scendere sul celebrante. Al centro vi era la Vergine Santa, alla Sua destra San Michele Arcangelo e alla Sua sinistra San Giuseppe.

La Vergine Santa mi disse: “Figlio mio, Noi rappresentiamo la Santa Madre Chiesa, per la salvezza delle anime”. Poi aggiunse:

“Figli miei prediletti, aiutiamo il Santo Padre con la preghiera affinché  al termine della Santa Messa vengano  recitate  le preghiere a S. Michele Arcangelo e a San Giuseppe per preparare le anime alla seconda venuta di mio Figlio Gesù".

Vi amo tutti e vi benedico. Poi mi fu rivolta  la parola del Signore: 

Luca  8, 9-16
“9I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola. 10Ed egli disse: "A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché

vedendo non vedano
e udendo non intendano
.

11Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio. 12I semi caduti lungo la strada sono coloro che l'hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non credano e così siano salvati. 13Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell'ora della tentazione vengono meno. 14Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione. 15Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza.
16Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. 17Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. 18Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere".

www.verginedegliultimitempi.com

    


sabato 26 settembre 2009

Segnalazione: il Fatto Quotidiano

Apro solo una piccola parentesi nel mio umile spazio, per una segnalazione. Visto e considerato che io ritengo l'informazione una componente fondamentale dei nostri tempi e visto e considerato che in Italia essa se non è censurata, è molto limitata, voglio fare da sponsor ad un nuovo quotidiano che si assume l'onere di garantire un informazione cristallina e pulita da ogni condizionamento politico, economico o finanziario. Questo quotidiano è diretto da Antonio Padellaro e vede nella sua redazione, giornalisti del calibro del celebre Marco Travaglio. Il nome del quotidiano è "Il Fatto Quotidiano". Per chi ne volesse sapere di più su cosa sia, o dove si può trovare, può andare qui. Un saluto da parte mia e a presto.

mercoledì 23 settembre 2009

Messaggio Regina degli Ultimi Tempi

Oggi vi porto un altro messaggio della Vergine degli Ultimi Tempi del 23 settembre 2009, pubblicato dalla Direzione della Regina degli Ultimi Tempi:


Messaggio del 23-09-2009

 

Figli miei sono a voi perché desidero che cresca in voi la perseveranza nell'amore per il  Signore. Tante volte iniziate il vostro cammino di fede e di amore nel suo nome ma a causa anche di piccole incomprensioni abbandonate gli impegni assunti e persino le preghiere e la partecipazione alla santa messa quotidiana. Vi chiedo un po’ di coraggio per restare nelle vie del Signore, nonostante le sofferenze, offrendo i sacrifici e le umiliazioni a Gesù Eucaristico, affinché siate uniti a Lui nella Santa Comunione. Solo così potete comprendere quanto avete bisogno  del Suo amore. Tutti state vivendo la “grande tribolazione” alla quale io stessa vi ho preparati fin dalle prime apparizioni nel Santuario di San Lazzaro, che scelsi come luogo per iniziare il mio cammino di redenzione con voi. Non abbandonatemi proprio ora, insieme possiamo tutto, vi prego, non mi abbandonate!

Vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.


domenica 20 settembre 2009

Il Ritorno di Gesù Cristo: continua

Come promesso ecco il contributo sul ritorno di Gesù Cristo, del Gruppo della Regina degli Ultimi Tempi. Buona lettura e buona domenica a tutti voi.


In questi ultimi tempi, ma già dalle apparizioni di Fatima, la Vergine Maria nei suoi messaggi ci fa comprendere la sua grande preoccupazione per tutta l'umanità. E’ vero che nei messaggi dati ai profeti degli ultimi tempi vi sono dei riferimenti catastrofici,che riguardano lo scenario mondiale, ma il cristiano vero non deve certamente temere per la sua salvezza. Lo scopo dei messaggi mariani non è diffondere un sentimento di terrore nel lettore, quanto di preparare tutti, ma soprattutto i lontani e i peccatori, alla redenzione. Gesù ha sempre sostenuto, quando è stato accusato di frequentare prostitute e malfattori , di essere venuto per gli ammalati non per i sani. La Bibbia è piena di riferimenti che allertano il mondo contro il male in attesa del nuovo Regno. Anche la chiesa di oggi, attraverso il nostro Papa, si fa portavoce di un messaggio forte e incisivo. Nell’omelia pronunciata in occasione dell’apertura del Sinodo dei Vescovi del 2005, il nostro Pontefice, prendendo spunto dal passo biblico del profeta Isaia, afferma che la profezia da lui annunciata e che riguardò a suo tempo la distruzione di Gerusalemme, minaccia anche noi, la Chiesa in Europa, l’Europa e l’Occidente. Se il Sommo Pontefice come Vicario di Cristo può considerare i nostri tempi a rischio tanto da temere che possa attuarsi la minaccia di Gesù fatta alla Chiesa di Efeso “verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro” aggiungendo che anche a noi può essere tolta la luce, vuol dire che egli è davvero preoccupato. Lo stesso Gesù durante la sua vita terrena condannò in maniera decisa i comportamenti degli scribi e dei farisei affermando “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!". E se queste ultime parole pronunciate da Gesù si riferissero proprio al nostro pontefice Benedetto XVI, quasi ad identificare in lui “colui che viene nel nome del Signore” e quindi il profeta inviato per prepararci al ritorno di Gesù sulla terra? . Anche negli Atti degli apostoli ritornano le parole di Mosè “ il Signore vostro Dio vi farà sorgere un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli ; voi lo ascolterete in tutto quello che Egli vi dirà. E chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo.
La Vergine Maria,come Madre della Chiesa non può che avere lo stesso interesse del Papa di proteggere i suoi figli preparandoli alla verità e se la verità è contenuta nei messaggi escatologici sarebbe il caso di accoglierli, accogliendo anche il profeta che parla “nel nome del Signore” per preparare la venuta di Gesù. Facciamo nostre le parole del Papa rivolte a Dio per tutto il mondo: “Aiutaci a convertirci! Dona a tutti noi la grazia di un vero rinnovamento! Non permettere che la tua luce in mezzo a noi si spenga! Rafforza tu la nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore, perché possiamo portare frutti buoni!”


sabato 19 settembre 2009

Il Ritorno di Gesù Cristo

Lutti, dolori, sofferenze, immoralità, impurità,ateismo, menefreghismo, delirio di onnipotenza. Questi sono i caratteri del nostro mondo attuale: è una visione che può sembrare pessimistica all'eccesso, ma io la penso così. Ogni mattina mi alzo e faccio una rapida rassegna stampa dei quotidiani: cosa vi leggo sopra? Padre uccide figlio; Madre uccide figlia; figlia uccide padre; padre stupra figlia; nero preso a bastonate; autobomba esplosa fa vittime; lanci di missili; dichiarazioni negazionistiche. Questi sono i titolo dei nostri quotidiani. 

Cosa voglio dire con questa premessa? Che forse il tempo in cui il maligno sarebbe stato sciolto è iniziato. Satana è libero di agire e di divorare le anime degli uomini che per stoltezza e debolezza, si arrendono al suo fascino. Eppure Gesù ci ha avvertito in tutti i modi possibili; ci ha dato la Via da seguire e ci ha avvertito che anche gli eletti sarebbero stati soggetti all'inganno. Eppure l'uomo non si è fidato delle Sue parole e ha preferito credere alle proprie parole o a quelle scritte da qualche filosofo già morto e sepolto, le cui parole magari sono state scritte in un certo contesto e poi completamente mal interpretate. 

Invece di credere a Gesù Cristo, si preferisce credere in sé stessi e questi sono i risultati: guerre e omicidi ogni giorno. Alcuni mi chiedono ma com'è possibile che oggi si uccide così facilmente, anche per un parcheggio? La risposta per me è semplice: satana è dentro di noi e approfitta della situazione per metterci in mano l'arma con cui colpire il nostro fratello. Quello che i dottori chiamano raptus, io chiamo sussurro del diavolo. Il che conferma che egli è più attivo che mai, grazie anche a noi. Il nostro caro amico Mik ha lasciato un commento sui mezzi di comunicazione di oggi in cui ha posto proprio l'accento su come essi siano diventati strumenti di distruzione di massa. Il rimbecillimento avviene oggi tramite questi mezzi che inculcano nelle menti dei telespettatori, idee immorali e assolutamente contrarie alla dottrina di Dio. 
Pensate che il direttore di Striscia La Notizia (noto programma satirico di cui condivido solo lo spirito investigativo), Antonio Ricci, alla domanda riguardante la mercificazione dei corpi, con l'uso delle veline, ha risposto che la mercificazione è ovunque. Allora il cosi fan tutti viene nuovamente usato come giustificazione. Ormai siamo bravi a giustificarci, u pò come i ragazzi sono bravi a giustificare le assenza a scuola. Il così fan tutti oramai è diventato il modus operandi.

Tutto ciò lo dico perchè come il male sta dilagando, anche il bene si sta preparando. Pensate che Dio si sia dimenticato di noi? Assolutamente no. Egli sta attendendo il momento più opportuno per realizzare il Disegno Supremo previsto sin dal momento della creazione: il ritorno di Gesù Cristo e l'arrivo del Regno dei Cieli. Non sappiamo l'ora né il momento esatto e nemmeno so se noi avremo il privilegio e l'onore di assistervi, ma di una cosa sono sicuro: il ritorno di Gesù Cristo è prossimo e tutti i segni ce lo mostrano. Domani pubblicherò un lavoro interessante inerente il ritorno di Gesù Cristo, pubblicato dal Gruppo della Direzione della Regina degli Ultimi Tempi. Nel frattempo, io vi dico credete e convertitevi al Vangelo, prima che l'ora giunga cogliendovi impreparati. Credete al vostro cuore e alla vostra coscienza che vi vuole parlare e smettetela di mettervi sempre al centro dell'universo: perchè "chi si esalta sarà umiliato, mentre chi si umilia sarà esaltato!". Pace e speranza a tutti voi. Un caro saluto

giovedì 17 settembre 2009

Ancora lutto

Penso che tutti voi sappiate del tragico evento in Afghanistan, costato la vita di 6 nostri connazionali: tutti giovani e con un futuro davanti.

Questo è un giorno di lutto, l'ennesimo: come al solito la guerra mostra sempre che essa provoca solo morti e nient'altro. Molti parlano che si è lì per riportare democrazia e ordine, ma è davvero l'unica soluzione, quelle delle armi? E cosa fare se questa guerra non finisse mai?

E poi perchè, dico perchè si usa il nome di una religione per provocare dolore e sofferenza? Dio non può volere che i suoi figli si uccidano tra di loro. Anzi, io penso che chiunque dica una cosa simile, non conosce nemmeno chi sia Dio. E' terribile vedere morire giovani persone per una guerra santa senza senso. E quanto sangue è stato sparso in questi anni?m E quali risultati si sono ottenuti?

Spero solo che un giorno si potrà davvero avere un mondo libero da guerre, da morti inutili, da armi vili e da ferocia e violenza. Sogno un mondo in cui i problemi si risolvano parlando e discutendo, ma mai facendo ricorso alle armi. Ma il cuore dell'uomo è troppo duro e troppo incline alla violenza per realizzare una cosa simile. Aspetto, perciò, con ansia il giorno in cui Gesù Cristo tornerà per portare il Suo Regno, perchè solo in quel giorno, tutto il dolore, tutta l'ingiustizia e tutta la sofferenza, spariranno definitivamente. 

Chiudo, con una preghiera per le vittime dell'odio, non solo di oggi, ma di tutti questi anni. Prego affinché trovino la pace e prego affinché queste stupide e inutili guerre, terminino per sempre.

L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

martedì 15 settembre 2009

Beata Vergine Maria Addolorata

Oggi ricorre la festività in ricordo della Beata Vergine Maria Addolorata. Lascio dunque lo spazio del blog ad un articolo che presenta questa celebrazione. Io vi saluto e vi auguro una lettura attenta e bella. 

La devozione alla Vergine Maria Addolorata, che trae origine dai passi del Vangelo, dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario, prese particolare consistenza a partire dalla fine dell’XI secolo e fu anticipatrice della celebrazione liturgica, istituita più tardi.

Il “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di ignoto (erroneamente attribuito a s. Bernardo), costituisce l’inizio di una letteratura, che porta alla composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”.

Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo “Stabat Mater” in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose “Laudi”; da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette Dolori di Maria SS.” Nel secolo XV si ebbero le prime celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce, collocate nel tempo di Passione.

 

A metà del secolo XIII, nel 1233, sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette Fondatori e ispirato dalla Vergine. L’Ordine, che già nel nome si qualificava per la devozione alla Madre di Dio, si distinse nei secoli per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata; il 9 giugno del 1668, la S. Congregazione dei Riti permetteva all’Ordine di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori della Beata Vergine, facendo menzione nel decreto che i Frati dei Servi, portavano l’abito nero in memoria della vedovanza di Maria e dei dolori che essa sostenne nella passione del Figlio.

 

Successivamente, Pp Innocenzo XII, il 9 agosto 1692, autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine la terza domenica di settembre.

Ma la celebrazione ebbe ancora delle tappe, man mano che il culto si diffondeva; il 18 agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria, il venerdì precedente la Domenica delle Palme e Pp Pio VII, il 18 settembre 1814, estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, con inserimento nel calendario romano.

Infine Pp s. Pio X (1904-1914), fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma più opportunamente come “Beata Vergine Maria Addolorata”.

 

La memoria della Vergine Addolorata (in latino Mater Dolorosa) chiama a rivivere il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla passione del figlio e vicina a lui innalzato sulla croce. La sua maternità assume sul calvario dimensioni universali presentandosi come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.

 

I Sette Dolori di Maria, corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel Vangelo:

 

1.     La profezia dell'anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio «...E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Lc 2,35).

2.     La Sacra Famiglia è costretta a fuggire in Egitto «Giuseppe, destatosi, prese con sé il Bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto» (Mt 2,14).

3.     Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme «...Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo» (Lc 2,48).

4.     Maria addolorata, incontra Gesù che porta la croce sulla via del Calvario.  

5.     La Madonna ai piedi della Croce in piena adesione alla volontà di Dio, partecipa alle sofferenze del Figlio crocifisso e morente.  

6.     Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto deposto dalla Croce.  

7.     Maria affida al sepolcro il corpo di Gesù, in attesa della risurrezione.

http://www.verginedegliultimitempi.com

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lunedì 14 settembre 2009

Camminare verso Gesù Cristo

Ieri il nostro fratello Mik, mi ha segnalato un articolo davvero molto bello che lo ha aiutato nei momenti di difficoltà. L'ho appena letto ed è stato davvero di grande aiuto perchè ci fa capire molte cose sulla fede in Gesù Cristo. Ci fa capire come Lui, anche se non lo vediamo, è sempre insieme a noi; lo fa capire attraverso un episodio del Vangelo: la camminata di Gesù sulle acque. La nave dei discepoli senza Gesù in balia delle acque e i discepoli che nonostante la loro fede in Gesù hanno paura. Ma Gesù pur non essendo con loro fisicamente, è accanto loro e subito viene a soccorrerli. Ma l'aspetto più grande è la camminata di Pietro sull'acqua verso Gesù. In effetti l'autore dell'articolo ha ragione perchè Pietro è un pò come tutti noi: parte carico di fede e fiducia in Gesù, ma poi la sua insicurezza e la paura prendono il sopravvento. Chi di noi non ha provato le stesse sensazioni di Pietro? Eppure Gesù c'è sempre e come perdona Pietro, Egli perdona anche noi. Ricordo una frase della famosa attrice convertita Claudia Koll, la quale alla domanda cosa avesse portato lei al cambiamento, rispose che era sorpresa di come Gesù l'avesse perdonata dopo tutto ciò che aveva fatto. Lei era stupita di sentirsi perdonata perchè pensava di non poter esser perdonata. 

E' normale avere timore e paura: ma dobbiamo trasformare questa paura in fede. Comunque è giusto che ora lasci lo spazio all'articolo in sè perchè sicuramente è più chiarificatore di me. Qui vi posto solo uno stralcio e poi vi invito a leggerlo tutto, se volete, cliccando su FONTE in basso. Io vi saluto e vi abbraccio in Gesù.

""Varie migliaia di persone avevano ascoltato la predicazione di Gesù Cristo e si erano saziate dei pani e dei pesci che Egli aveva loro offerto con una tale abbondanza che ne era avanzata una certa quantità [1]. Si può immaginare che gli apostoli siano rimasti molto sorpresi.  Oltre alla meraviglia erano anche pieni di gioia. Ancora una volta avevano sperimentato la vicinanza del Signore. Potrebbe sembrare che questa nuova esperienza non dovesse avere tanta importanza per loro, abituati com'erano a vivere accanto a Gesù Cristo. Ma come dimentichiamo in fretta i momenti in cui abbiamo toccato con mano la presenza di Dio al nostro fianco; e per questo come torniamo a sorprenderci e a rallegrarci quando la sperimentiamo di nuovo.
Quante volte notiamo con chiarezza che Dio è accanto a noi, che non ci ha abbandonato in un momento importante e ci riempiamo di una gioia e di una sicurezza che non si devono soltanto al buon risultato che ci interessava, ma anche – e soprattutto – alla coscienza di vivere con il Signore.
E quante volte, tuttavia, lo perdiamo di vista e ci lasciamo prendere dalla paura che una cosa importante non riesca bene; come se Dio potesse dimenticarsi di noi, o come se la Croce fosse un segno che Egli si è allontanato."" FONTE

domenica 13 settembre 2009

Non basta credere in Dio

Ieri prendendo spunto dalla Parabola di Gesù Cristo, avevo affrontato il tema legato alla fede che si deve tradurre sul piano pratico in opere concrete. Il succo del mio discorso, che non è altro che la riproposizione del discorso di Gesù, era appunto che non basta avere fede in Dio: ma che bisogna anche operare secondo la fede e quindi mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù. D'altronde se si dice di credere in qualcuno, poi si dovrebbe fare quello che la persona in cui credi dice di fare. Se noi diciamo di amare Gesù e di credere in Lui, significa anche che amiamo i suoi insegnamenti che riteniamo giusti e dunque dovremmo seguirli. Altrimenti sarebbe un evidente contraddizione. 

Ecco, oggi, il nostro Papa Benedetto XVI, ha confermato questa visione di cose ed ha anzi egli stesso ammonito coloro che dicono di esser credenti solo a parole. Le prossime parole non sono mie, ma sono stralci di un articolo di Radio Vaticana che potete trovare interamente qui.

 
""Non è un vero credente chi dice di avere fede ma non ama in modo concreto i fratelli e non segue Gesù sulla via della croce: è questo in sintesi quanto ha detto il Papa oggi all'Angelus a Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha ribadito che il Signore non è venuto a insegnarci una filosofia ma la via che conduce alla vita. “Questa via – ha aggiunto - è l'amore, che è l'espressione della vera fede”.


Il Papa, commentando le letture della 24.ma Domenica del Tempo Ordinario, esorta i fedeli a rispondere a due questioni cruciali: “Chi è per te Gesù di Nazareth?”. E poi: “La tua fede si traduce in opere oppure no?”. Alla prima domanda Pietro dà una risposta netta e immediata: “Tu sei il Cristo”, cioè il Messia, il consacrato di Dio mandato a salvare il suo popolo. “Pietro e gli altri apostoli, dunque – afferma il Papa - a differenza della maggior parte della gente, credono che Gesù non sia solo un grande maestro, o un profeta, ma molto di più. Hanno fede: credono che in Lui è presente e opera Dio”.

“Se uno ama il prossimo con cuore puro e generoso, vuol dire che conosce veramente Dio. Se invece uno dice di avere fede, ma non ama i fratelli, non è un vero credente. Dio non abita in lui. Lo afferma chiaramente san Giacomo nella seconda lettura della Messa di questa Domenica: ‘Se non è seguita dalle opere, [la fede] in se stessa è morta”.
(Gc 2,17).


A questo proposito, il Papa cita uno scritto di San Giovanni Crisostomo, uno dei grandi Padri della Chiesa, che il calendario liturgico invita a ricordare oggi:
“Proprio commentando il passo citato della Lettera di Giacomo egli scrive: ‘Uno può anche avere una retta fede nel Padre e nel Figlio, così come nello Spirito Santo, ma se non ha una retta vita, la sua fede non gli servirà per la salvezza. Quando dunque leggi nel Vangelo: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio» (Gv 17,3), non pensare che questo verso basti a salvarci: sono necessari una vita e un comportamento purissimi” (cit. in J.A. Cramer, Catenae graecorum Patrum in N.T., vol. VIII: In Epist. Cath. et Apoc., Oxford 1844).

“La croce di Cristo – ha concluso il Papa salutando i fedeli polacchi – non è per noi motivo di scandalo, ma di vanto” perché è il “segno dell'infinito amore di Dio, in cui si è compiuta la nostra salvezza”.