Cari amici che venite su questo spazio, oggi voglio lasciare la parola, ancora una volta, al nostro fratello Mik a cui devo tantissimo per il suo aiuto nei miei riguardi in questi ultimi giorni che hanno pesato come macigni sulla mia anima. Colgo l'occasione per ringraziare insieme a Mik, tutti coloro che mi hanno dato supporto, specie Yanisa che ringrazio per aver pregato per me. Dopo questo preambolo dovuto, vi lascio ad una splendida e al quanto interessante riflessione di Mik che invito tutti voi a leggere con attenzione: ve lo dico perchè le sue parole, sono vere parole di fede che danno forza a chi in questo momento è debole o vede spegnersi la luce della Speranza. Beh, da parte mia, sappiate comunque che la luce non si spegne mai, m siamo noi che rischiamo di spegnerla a causa della nostra debolezza e del nostro sonno che assomiglia a quello dei discepoli di Gesù che si addormentarono Sul Monte degli ulivi, la notte in cui il Nostro Signore Gesù venne tradito. Ora però lascio la parola a Mik ed io vi saluto augurandovi un buon proseguimento di giornata. A presto
RIFLESSIONE
Carissimo Angel e carissimi fratelli e sorelle, oggi mentre ero davanti all'immagine della Divina Misericordia, ho iniziato a meditare e a contemplare
il mistero della sofferenza.
E' da un pò di tempo che sostengo che Dio, il Creatore, abbia scritto nel creato i misteri dello spirito. E' un libro aperto che tutti possono consultare, basta solo avere Fede e discernimento. Tra l'altro questa mia tesi ha trovato conferma da quando ho letto queste parole di Gesù
che dicevano che il chicco di grano, morendo, produce molto frutto. Guardando al creato, ho trovato molte similitudini con le cose dello spirito.
Gesù stesso parlava in parabole; per far comprendere le cose del cielo, spiegava le cose della terra e per gli uomini di quel tempo era più facile capire in questo modo. Le riflessioni
a cui sono giunto dopo una meditazione sulla sofferenza, le vorrei condividere con tutti i lettori, in special modo per quelli che comprendono meno le cose dello spirito. La sofferenza, per gli uomini lontani da Dio, è una condanna, una disgrazia e addirittura un castigo di Dio.
Noi uomini di Chiesa sappiamo invece, che la sofferenza è un dono. Essa infatti ha contraddistinto tutti i santi ed essi mediante la sofferenza sono giunti alla santità. Per far meglio comprendere come agisce la sofferenza, dobbiamo passare dalla metafora. Dal creato quindi impariamo come "funzionano"le cose dell'anima. Voi sapete che nel mondo contadino, viene utilizzato il letame, lo sterco degli animali per intenderci. La sofferenza è come il letame: sembra inutile, ma anzi, il letame puzza, è materia che passa dal ventre degli animali e come può una sostanza maleodorante tornare utile? E invece il letame, anche se sembra inutile, anche se emana un cattivo odore, concima la terra. Le piante quindi hanno bisogno di concime e di acqua per poter
crescere. Questo accade anche alla nostra anima: la sofferenza che all'uomo sembra inutile, anzi sembra distruggere l'anima, in realtà non solo non la distrugge, ma anzi, la concima! L'acqua per la nostra anima è la parola di Dio. Sofferenza e parola di Dio sono quindi indispensabili per l'anima umana, per poter crescere e diventare grande e bella, tanto da potersi guadagnare il paradiso. Dio è come un contadino che coltiva piante: quando la pianta cresce e diventa grande e bella come vuole il padrone e contribuisce alla nascita e alla crescita di nuove pianticelle con il polline, ella è meritevole di entrare nel giardino del padrone. Così capita anche a noi, anime coltivate da Dio. Se diventeremo belli e grandi nell'anima come vuole Dio, ovvero facendo la Sua Santissima Volontà e impolliniamo le altre piante per farle crescere e cioè evangelizzando, portando la parola di Dio agli altri uomini, anche noi, come le piante, saremo meritevoli di entrare nel giardino del padrone: La casa di Dio, il Paradiso. La sofferenza quindi è un dono che non va scacciato, ma anzi è un dono che va accettato, amato e desiderato! Padre Pio diceva: "Soffro quando non soffro".
I grandi santi ci hanno insegnato che la sofferenza serve per la santità dell'anima ed è dolce soffrire con Gesù. Ma come dicevo all'inizio di questo post, Gesù disse che il chicco di grano se non muore, non produce frutto, al contrario se muore produce molto frutto. Gesù si riferiva alla Sua crocifissione. Lui morendo e soffrendo per noi, infatti, ha generato tanto, tantissimo frutto! E questo frutto è il popolo di Dio! Gesù, il Figlio di Dio, si è sottoposto alla sofferenza per
insegnarci che essa costruisce, non distrugge. Inebriamoci di questa bevanda. Ma la sofferenza che cosa è esattamente? La sofferenza è la privazione di qualcosa. Un corpo malato è privato della salute, soffre. Una persona privata della gioia, soffre. Quando si digiuna ci si priva del cibo: Si soffre, ma sappiamo che il digiuno porta tanti frutti nello spirito. Gesù e i Suoi santi ci hanno insegnato che quando un'anima tanto è più gradita a Dio, tanto dovrà essere potata. Una pianta potata è privata delle sue foglie, ma dopo darà molto frutto! Così anche noi, quando soffriamo, siamo privati della serenità, della calma, della salute, della gioia, ma come la pianta, daremo molto frutto! Io stesso posso testimoniare con la mia vita che la sofferenza è utile all'anima. Io infatti prima di diventare molto credente e praticante, ho dovuto passare attraverso anni terribili di angoscia interiore, di sofferenze davvero spietate. Credevo di morire. Ma dopo tutti questi anni di sofferenza, non solo ho ritrovato la gioia e la serenità che mi sembrava aver perso, ma mi sono ritrovato con un anima riempita di Cristo. Non pregavo, non frequentavo la Chiesa, bestemmiavo, prima della sofferenza. Dopo la sofferenza: Prego, non bestemmio, anzi quando sento bestemmiare qualcuno gli dico di non farlo, frequento la Chiesa, partecipo ai
sacramenti. Dico questo, non per dire che io sono un buon cristiano, non per vantarmi di avere una buona condotta cattolica, solo Dio può dire cosa faccio bene o meno, ma dico queste cose per testimoniarvi come la sofferenza e la presenza di Cristo, cambiano l'anima, la trasfigurano!
Fratelli e sorelle carissimi, abbandonatevi fra le braccia paterne del Padre, lasciatevi andare a Gesù Cristo! Fatevi nutrire dalla Sua Parola e dal Suo Corpo:
Leggete il Vangelo, confessatevi, partecipate all'Eucaristia!
Accettate la sofferenza come dono: Essa è il fertilizzante della nostra anima!
Vi abbraccio tutti, con l'augurio di poterci abbracciare tutti un giorno nella patria celeste.
Sia lodato Gesù Cristo.










